Profondo nero
“Profondo nero. Mattei, De Mauro, Pasolini. Che cosa sapevano? Perché dovevano morire?”(Chiarelettere, Milano, 2009)
Un carteggio e una recensione. I misteri italiani e il caso Battisti.
Amico mio
letta adesso appena tornata da Parigi.
Senti, a me piace moltissimo- tra l’altro il libro di Chiarelettere lo volevo comperare, ho invece preso e letto quello- tremendo- sulle ferrovie dello stato e lo sfascio che ho finito proprio in treno, “Fuori Orario”.
Io capisco che la questione di Cesare Battisti ti sta molto a cuore, ma non riesco, se non in modo un po&
Romanza di Zurigo. Mosaico eretico e visionario
USCITO ROMANZA DI ZURIGO DI FRANCESCA MAZZUCATO, PRIMO TITOLO DELLA COLLANA CAHIER DI VIAGGIO,
HISTORICA EDIZIONI.
ROMANZA DI ZURIGO DI FRANCESCA MAZZUCATO
PAG. 145 - EURO 12,00 - ISBN 978 - 88 - 96656 - 02 - 0
APPENDICE FOTOGRAFICA A COLORI
IL LIBRO:
Zurigo vista con gli occhi eretici di una scrittrice che, quasi per caso, decide con un amico di andare a rendere omaggio alla tomba di James Joyce. Parte accompagnata da fantasmi e dalle consuete ossessioni che spera di potersi scrollare di dosso, scrollare dalle dita cariche di quella predestinazione- dannazione che è, appunto, la scrittura. Lei
Pozzoromolo
L.R. Carrino
Meridiano Zero 2009
recensione di Francesca Mazzucato
Intessuto di materiale organico. Viscere, umori, saliva, sangue, sperma. E’ questo, il nuovo, generosissimo libro di L.R. Carrino. Una storia dove l’autore intesse, intreccia, sputa, vomita, dipinge, danza un’epica dell’uomo. C’è tutto l’uomo, e c’è l’uomo come deve essere, non limitato, ristretto, avvilito in confini di qualsiasi tipo. ( la storia si svolte una struttura manicomiale, ma questo non vuol dire nulla) L’uomo di Carrino è narrato, ripreso, fotografato in istantanee veloci nella sua umanità dolente, sofferta, fatta di stratificazion
Dermica per versi
di Stefano Donno, con una nota di Alessandra Bianco, LietoColle (Como, 2009), pag. 16, euro 5.00.
“Dico dovrei / ma non lo faccio.” Questo è un distico di Stefano Donno. Una particella estromessa dal suo corpo madre e padre, l’ultima silloge poetica del salentino Donno, “Dermica per versi”. Presa da sola, la chiusa, - perché di questo si tratta - dice nulla ma contemporaneamente tutto. In quanto è da sola un mezzo capace d’esprimere parte delle scelte del poeta, come allo stesso tempo un estratto della normalità; che si dovrebbe, quindi: eppure non sempre si fa realtà. Quello che l’autore non fa, però, è dett
Non dire madre
di Dora Albanese, Hacca (Macerata, 2009), pag. 188, euro 12.00.
Quando una scrittrice decide di parlare di maternità, subito, vengono in mente un paio di questioni: perché e come. Che, per esempio, si può scegliere di farlo assecondando innanzitutto un’esigenza interiore. Come si può per raggiungere, invece, un obiettivo di quelli che agitano la volontà d’essere. Con “Non dire madre”, Dora Albanese ha deciso di dare una ragione fatta di legno e ferro, quando non – come tra l’altro è stato detto – di sangue e merda alla sua raccolta di racconti. Quindi, da fuori il meridione, alla maniera del vicino Lupo e