Il senso delle svedesi per il cellulare
Anche usando la fica si può essere un’artista.
Moana Pozzi
Quando in Italia un film pornografico verrà interamente finanziato dallo Stato – cioè dal FUS, quella sorta di Freddy Krueger pubblico che molesta i sogni di Brunetta e Bondi sin dall’infanzia – probabilmente la Terra si oscurerà, saette impazzite guizzeranno dal cielo, la lava erutterà dai vulcani sommergendo l’abusivismo edilizio meridionale, la cupola di San Pietro si spa
L’infanzia delle cose di Alessio Arena
L’infanzia delle cose di Alessio Arena ( Manni, 2009) è un romanzo di stupori. E’ una storia vagabonda, anarchica, smembrata, pornografica, impazzita, politica e favolistica, folle e slabbrata, adatta a chi sa mettersi a sentire il brusio delle cose, la loro voce, un’eco diseguale: chi lo sa fare arriva a captare la loro infanzia, la loro dimensione di innocenza. Che si perde presto. E poi si ritrova. In un visionario e immaginifico stratificarsi di luoghi fisici ed emotivi, Il quartiere di Madrid di Lavapiés, il Rio
AL VOTO!
© Edo Grandinetti for Cabaret Bisanzio, laboratorio di finzioni, 2009. |
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Saper perdere tempo: “Saper perdere” di David Trueba
La narrativa è un tapis roulant. Per Trueba s’intende. E’ incredibile quanto riesca a scrivere l’autore rimanendo pressoché fermo nel medesimo punto. In un Universo in continuo mutamento, David Trueba costruisce una storia che si fa leggere, soprattutto nelle prime pagine, per poi ripiegarsi su se stessa. Una storia intimista si direbbe, ma Sylvia e il suo primo amore, Lorenzo, da poco divorziato, che guarda la sua vita andare alla deriva, il nonno Leandro invaghito di una prostituta nigerian
Tanatoparty di Laura Liberale
Laura Liberale ha scritto un grande romanzo contemporaneo sui corpi. E’ breve, si legge in un paio d’ore e poi non si dimentica. Non solo, se si ha voglia di approfondire, diventa un compagno di viaggio per esplorare territori difficili ma necessari.
E’ un romanzo molto coraggioso, dove la parola “morte” esce dall’angolino nel quale l’ha relegata la nostra società del “sempre giovani, sempre belli, lisci e levigati”, con la morte e il morire occultati all’interno degli hospice o in qualche corsia di o