Franco Lamarina: come un acrobata
Polvere d’oro
Quando fosti ferita
da quella titubanza di sorriso
arresa a un giorno livido, morente,
il mio nome spergiuro
vinse il suo inferno in fiore.
Non avevo capito
che, stretto e forte, il filo
fosse d’un tratto teso
per quel gioco segreto
che salvava il mio male
a legarci in quel nodo
magico e doloroso.
Sorda radice, seme nella neve,
albero s
Giuseppe Barreca: Pier Paolo Pasolini
È impossibile parlare di Pier Paolo Pasolini in poche righe; ma vorrei provare a dire delle cose che mi vengono in mente, quasi d’istinto, a 34 anni di distanza dal suo assassinio, il 2 novembre 1975. Lui stesso non amerebbe la retorica, né alcuna celebrazione; sarebbe superfluo dire Pasolini che “ci” manca… sì, manca anche a noi nati durante gli anni Settanta, che non l’abbiamo conosciuto, se non attraverso
Il limite della capacità
Complicatibus: - E pure dovrebbe esserci da qualche parte un luogo, una piccola porzione di tempo, d'esistenza: ora, qui, in questo preciso momento, in questa camera d'albergo, dovrebbe pur esserci la possibilità di un fatto, di una storia finalmente.
Simpliciter: - Finalmente un racconto?
Complicatibus: - Il racconto dei fatti, una storia come un'altra.
Simpliciter: - Ma 'il racconto d'una storia come un'altra' non è scrivere senza
Un solo demone, diverse esperienze dell’ eros: Egon Schiele e Gustav Klimt
“Ma, finalmente, ti lascerò stare. Cercherò, invece, di esporre a voi il discorso su Eros, che un giorno udii da una donna di Mantinea, Diotima, che in queste cose era sapiente e in molte altre, e che una volta per gli Ateniesi, con sacrifici che fece loro offrire per difendersi dalla peste, ottenne il rinvio per dieci anni dell’epidemia. Fu lei che istruì anche me nelle cose d’amore.
“Cercherò di esporvi un suo discorso, partendo dalle cose che si sono convenute fra me e Agatone, pronunciandolo io da solo, per quanto mi sia possibile. E bisogna proprio, o Agatone, come prescrivi tu, spiegare in primo luogo chi è Eros e di
Che sete - Cronaca di una giornata d'estate
E’ strano, sto qui disteso continuando ad ingoiare questo liquido dolciastro eppure la sete non mi passa.
Che belli quegli occhi azzurri circondati da magnifici capelli color oro. Sono strani occhi, spalancati e velati. Mi fissano.
Giornata dura, oggi. Mi sveglio con una gran sete ma, prima di scendere a bere, vado da Bimbo. Ha soli quattro anni e gioca sempre con me. Mi accarezza, mi abbraccia e subito dopo, inforcato il triciclo, per un pelo non mi schiaccia la coda. Al piano di sotto, le solite urla di Donna e Uomo. Poi, silenzio.