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Monologo in rosso

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Information

Blog Name: Monologo in rosso
Url: http://blog.libero.it/monologoinrosso/
Language: Italian
Topics: people, places, feelings
Description:
Popularity: 14 Followers

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LE TOMBEUR DE FEMMES
Lasciai che la pioggia mi scivolasse addosso. Mi piaceva sentire il viso bagnato e freddo. Continuavo a camminare osservando i volti della gente infreddolita. Mi domandai se anch'io avessi la stessa espressione triste che leggevo negli occhi di coloro che incrociavo.Fu così che mi ricordai di te.Della tua ira furibonda.Immotivata.Esagerata.Fuori luogo.Del tutto inutile.Reiterata.Mi ricordai che mi facesti sentire di nuovo stupida.Che ebbi paura di te e della tua rabbia.Delle tue parole.Delle tue bugie.Della tua aggressività.Che chiusi il telefono con gli occhi pieni di lacrime ed
TRENDY
Quando tutto fu finito, uscìi a testa bassa. Solo qualche cenno del capo in segno di saluto a coloro che urlavano “arrivederci”, festosamente. Dire che ero nauseata sarebbe stato un eufemismo. Ero pervasa da quel senso di vuoto e freddo che la morte interiore inevitabilmente provoca. Eppure il sole splendeva come fosse stata Primavera, nonostante l'inverno fosse giusto dietro l'angolo, pronto per fare il suo ingresso trionfale.No. Non era un reality televisivo quello a cui avevo assistito. Tanto meno una di quelle miriadi di trasmissioni che fanno tanto audience. Era l'assemblea d'isituto di una scuola superiore.
PASSAGGI
Maledivo il giorno che ti incontrai, ogni volta che uscivo dalla tua porta. Mi mancavi ogni momento che non c'eri. Fermavo il respiro per trattenere il tuo odore fino alla volta dopo che ti incontravo. Nel tuo letto, riprendevo aria dalla tua bocca. Se avessimo continuato, uno dei due sarebbe sicuramente morto. A volte, a tarda sera passavo da casa tua, senza lasciare traccia. Continuavo a chiedermi dove tu fossi. Ma una gelosia dilaniante mi condannava alla paralisi del silenzio. Spesso mi veniva un dubbio: se fossi viva o morta. E non ricordavo più dove fosse andato a finire l'amore per me stessa.
FRAMMENTO
E come spesso accadeva, fui presa da inquietudine. Risaliva verso l'alto a fiotti, come una marea irruenta e incostante. Cercando (invano) una ragione tra i respiri spezzati, mi resi conto che era una di quelle reazioni che hanno spesso vecchi e bambini. Così, mi misi a piangere con disperazione. Senza nessuna intenzione di smettere. 
CENA DI UNA NOTTE DI MEZZA ESTATE
Che poi, di roba da mangiare ce n'era pure troppa. Ma per mia madre non era mai abbastanza Eppure, la guerra era finita da un pezzo, pensai io mentre, costretta ai lavori forzati di tutti quei preparativi, fungevo da aiuto-cuoca e lavapiatti-in-capo. Mio fratello protestava che, per almeno tre giorni, ci sarebbe toccato mangiare le stesse pietanze per far fuori gli avanzi, insinuandosi bofonchiosamente tra le urla di mio padre che ogni tre quarti d'ora veniva spedito al supermercato perchè c'era sempre qualcosa che mancava. L'unico ad esser veramente felice in tali occasioni, era il cane.Fin quando mia madre non lo guardava storto e pronunciava la parola "bagnetto!" co

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